Profumi & profumeria

"Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell'apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l'aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c'è modo di opporvisi" Patrick Süskind, Il Profumo.

Ognuno di noi ha una particolare fragranza, unica e irripetibile, cosa che conosceva bene Jean-Baptiste Grenouille, il protagonista del celebre romanzo Il Profumo di Patrick Süskind. Senza arrivare ai suoi livelli un pochetto estremi, possiamo affermare che fin dalle più antiche civiltà, come quella egiziana,  l'uomo ha cercato di intensificare ed esaltare la propria personale fragranza, il proprio odore, per lasciare un'impressione profonda nel prossimo, oppure per coprire altri odori sgradevoli, come ad esempio si faceva durante i processi di imbalsamazione. Sicuramente la civiltà Egizia fu la prima ad approfondire e iniziare la cultura del profumo, come mezzo di congiunzione tra il regno dei vivi e quello degli dei, infatti esso è presente in ogni tappa importante della vita umana. Fu grazie a questa tecnica di preparazione dei morti al viaggio lungo il Nilo, che i sacerdoti approfondirono le tecniche di produzione di profumi e unguenti, riducendo in polvere finissima erbe, spezie, radici essiccate, fiori e incensi e uniti poi a sostanze grasse, ad esempio ricavate dalla macinazione di olive acerbe, in modo da avere un medium per veicolare le fragranze e ottenere così unguenti e balsami.  In alcune sepolture risalenti alla IV Dinastia, quindi attorno al 4000 a.C., sono stati ritrovati contenitori in vetro con residui di resine aromatiche e balsami.

bottiglie di vetro per profumi ed unguenti della collezione egizia di Liverpool ph. National Museums Liverpool

Certo è che ad esempio in epoca romana venivano largamente utilizzati: per fumigazione nei templi, durante le feste sacre o profane, e si dice che la stessa regina Cleopatra intridesse di unguenti odorosi le vele delle navi prima di viaggiare verso Roma per incontrare Antonio. Nell'Urbe esisteva una corporazione di commercianti e produttori di balsami aromatici, chiamato collegium aromatarium, situato al Velacro, dove erano raggruppate anche le botteghe.

Contenitori in vetro per essenze e profumi conservati al museo di Aquileia (Ud)

Durante la tarda epoca medioevale, il profumo assunse una caratteristica diversa, alle proprietà odorose si aggiunse la credenza che le fragranze portassero con se' capacità purificanti, in grado di combattere persino il pericoloso morbo della Peste, che fece la sua comparsa nel 1347 e rapidamente si diffuse in tutta Europa. Vennero quindi iniziate fumigazioni a base di rosmarino e alloro per scongiurare il contagio. Nel frattempo, a Salerno, nacque la profumeria alcolica: al posto del grasso di origine animale o vegetale, le essenze vennero disperse in un liquido neutro e inodore, l'alcol. Fu una rivoluzione!

Nel 1370 nacque la prima fragranza dispersa in alcol, l'acqua di Ungheria, ispirata proprio dalla regina Elisabetta di Ungheria.

Facendo un salto in avanti di qualche secolo, arriviamo alla corte di Firenze del 1500, dove le dame della nobiltà usavano profumarsi con essenze profumate, cosa che favoriva notevolmente la vita sociale in un'epoca in cui l'igiene personale non era proprio giornaliera. Quando poi la pargoletta Caterina de' Medici si unì in matrimonio con il futuro re di Francia, Enrico d'Orleans, portò con se' in dote le usanze della nobiltà fiorentina dell'epoca, compreso il suo profumiere di fiducia, Renato Bianco. Fu un'intuizione felice, dato che i nobili di Versailles, per quanto raffinati, esalavano degli aromi non proprio gradevoli. Iniziò così l'avventura francese delle essenze e dei profumi, in breve tempo l'usanza di profumarsi si diffuse in tutta la Corte, e raggiunse il suo apice nei secoli a venire, rendendo di fatto la Francia la patria della moderna profumeria.

 

A partire dal 1900 abbiamo un altro storico passo avanti nella produzione di profumi: vengono introdotte le molecole di sintesi, non più le sole fragranze naturali. Dopo il successo e le sperimentazioni dell'Exposition Universelle de Paris del 1889, il profumo acquisisce lo status di opera d'arte, diventa una mescolanza tra essenze naturali e molecole di sintesi, così da spingere i maestri profumieri e le case di moda ad osare con abbinamenti inusuali. Il profumo assume una valenza quasi rivoluzionaria, sposandosi bene con la filosofia degli anni a venire,  anni di grandi cambiamenti e innovazioni.

E' nei primi decenni del XX secolo che le grandi case di haute couture iniziano a produrre fragranze personalizzate che definiscono la propria idea di moda, di modernità, di eleganza, pensiamo ad esempio a Coco Chanel, che con il famosissimo n°5 ha saputo unire una fragranza di sintesi, le aldeidi, a una forma classica e dalle linee pulite. Un profumo iconico che è rimasto sulla cresta dell'onda per quasi cento anni. Un profumo che non invecchia mai, delicato eppure persistente, il preferito di Marilyn Monroe.